Partendo dal Circo Massimo, saliremo lungo le pendici del Celio, il Mons Querquetulanus degli antichi romani, accennando alle sue vicende storiche ed urbanistiche, arrivando all’edificio dell’Ex Palestra della Gioventù Italiana del Littorio. Qui, all’interno del Parco archeologico del Celio, riaperto al pubblico grazie agli interventi condotti sotto la direzione scientifica della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, è ospitato il nuovo Museo della Forma Urbis. Questa meravigliosa mappa marmorea che restituisce un panorama unico del paesaggio urbano di Roma antica, era stata incisa tra il 203 e il 211 d.C. sotto l’imperatore Settimio Severo ed aveva probabilmente una funzione di propaganda e di celebrazione del potere e dei grandiosi monumenti della città. Occupava in origine uno spazio di circa 18 metri per 13 ed era esposta sulla parete di un’aula nel Tempio della Pace, in seguito inglobata dal complesso dei Santi Cosma e Damiano nell’area del Foro Romano. Le 150 lastre che la componevano erano applicate alla parete con perni di ferro ed erano attraversate da una incredibile moltitudine di sottili incisioni che raffiguravano le planimetrie degli edifici di Roma nel III secolo d.C., con i suoi quartieri, case, portici, templi e botteghe, a una scala media di circa 1:240.Purtroppo molti frammenti, scoperti a partire dal XVI sec, sono andati perduti ed oggi ne rimangono circa un decimo del totale della pianta. Nell’attuale allestimento i frammenti rimanenti sono sovrapposti alla Mappa di Giovanni Battista Nolli del 1748, permettendo ai visitatori di fare un vero e proprio viaggio nella Roma Antica. All’esterno dell’edificio museale vi è inoltre una ricca esposizione di materiale materiale architettonico e decorativo proveniente dall’ex Antiquarium Comunale.

