Crypta Balbi

Appuntamento: Ingresso area, Via delle Botteghe Oscure 31

Contributo: 12 Euro – 7 Euro Biglietto di ingresso e 5 Euro guida

In età romana nel Campo Marzio, vasta area pianeggiante tra il Campidoglio ed il Tevere, sorgevano ben tre teatri: quello di Pompeo, quello di Marcello ed  il più piccolo, il Teatro di Balbo.
Costruito da L.Cornelio Balbo, console nel 32 a.C., con il bottino del suo trionfo sulla popolazione africana dei  Gramati,  venne dedicato nel 13 a.C..

Poteva contenere poco più di 11.000 spettatori (contro i 20.00 del Teatro di Marcello e i 17.000 di quello di Pompeo). Resti del Teatro sono visibili solo negli scantinati del Palazzo Paganica, sede dell’Enciclopedia Italiana. Ma insieme al Teatro venne anche edificato un grande portico, conosciuto da fonti antiche come la Crypta Balbi.  Questa era dunque un’area porticata, approssimativamente quadrata  con un’ampia esedra sul lato orientale. La zona è oggi visibile nell’area interna del grande complesso edilizio delimitato dalle vie delle Botteghe Oscure, Caetani, dei Delfini e dei Polacchi. Già in epoca romana l’area subì numerosi restauri e riadattamenti, per essere infine utilizzata in età medioevale dai Cordai (da cui il nome della vicina Chiesa di Santa Caterina dei Funari). Ad est della Crypta doveva esistere, in epoca romana, un quartiere densamente abitato di cui si sono scavati resti di numerose insulae.
Visiteremo l’area archeologica e museale, strutturata su tre piani in modo da offrire al visitatore una immediata testimonianza della stratificazione dei diversi edifici succedutisi qui nel tempo, dall’età romana al XX secolo: dalle costruzioni di Balbo, alla ruralizzazione del V sec. d.C., alla costruzione di Chiese e case nel Medioevo, fino  al grande edificio di Santa Caterina della Rosa che occupò gran parte dell’area tra il XVI e il XVII secolo.
Avremo modo di stupirci, ancora una volta, dei segreti racchiusi nel sottosuolo della nostra città dove secoli di storia e di vicende umane sono raccontati dalle migliaia di reperti rinvenuti nel corso degli scavi.

 

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