Villa Sciarra

Il nome della villa deriva dai principi Sciarra di Carbognano, un ramo dei Barberini.

L’acquistarono a metà XVII secolo e ne furono proprietari per oltre due secoli, quando fu in parte ceduta a causa dei debiti accumulati dal principe Maffeo II Sciarra.

Villa Sciarra sorge alle pendici del Gianicolo, delimitata dalle Mura Gianicolensi, da via Calandrelli e via Dandolo.

Fin dall’antichità questa zona era occupata da orti e giardini, tanto che qui sorgeva il bosco sacro della ninfa Furrina.

In seguito la zona divenne parte di quell’enorme spazio verde noto con il nome di “Horti Caesaris“, dove la leggenda vuole che Giulio Cesare abbia ospitato Cleopatra durante il suo soggiorno romano.

Nel 1849 la villa fu l’epicentro dei combattimenti avvenuti fra le truppe italiane guidate da Giuseppe Garibaldi e quelle francesi del generale Oudinot.

Nel 1902, gli ultimi proprietari: George Wurts e la ricchissima moglie Henriette Tower.I coniugi fecero completamente ristrutturare la palazzina in stile neo rinascimentale e ridisegnare il giardino, arricchendo il parco di piante rare ed essenze esotiche, palme, ginko biloba,  cedri, di viali e boschetti e vi si allevarono i pavoni, tanto che la villa fu denominata  “la villa dei pavoni bianchi”.

George Wurts morì nel 1928 e due anni dopo la moglie che per riconoscenza verso Roma, donò la villa allo Stato Italiano, a condizione che fosse destinata a parco pubblico.

Possiamo ammirare varie specie di alberi: gli ultracentenari fossili viventi ginkgo biloba, che, assieme a cedri, cipressi, palme delle Canarie, sequoie, magnolie e altre ancora furono introdotte dai Wurts, facendo di Villa Sciarra un piccolo gioiello per varietà e provenienza, nel ricco repertorio botanico della capitale.