Colle Aventino

Appuntamento: Circo Massimo metro B

Il colle Aventino è il più meridionale tra i Sette Colli e durante la monarchia e la repubblica fu il Colle degli stranieri e della plebe romana che lo abitò densamente e che qui si ritirò durante le storiche secessioni per ottenere i diritti politici e giuridici. Compreso all’interno del circuito difensivo delle Mura Serviane, sembra che almeno fino all’età di Claudio fosse escluso dal pomerium, cinta sacra della città.

Vi sorgevano molti santuari tra cui quello di Diana, affiancato da quello di Minerva, quello di Cerere Libero e Libera, quello di Giunone Regina e quello di Iuppiter Dolichenus. Durante l’età imperiale l’Aventino andò perdendo le caratteristiche di quartiere popolare per trasformarsi in un ricco quartiere residenziale, dove ci sono note le residenze di ricchi personaggi tra cui ricordiamo Vitellio, Licinio Sura e Traiano e raffinate Terme  come quelle Surane quelle Deciane. Saccheggiato dai Goti di Alarico, nel medioevo si spopolò e divenne perciò sede preferita di monaci e religiosi.

Intorno all’anno Mille Ottone III, Imperatore del Sacro Romano Impero, vi edificò la propria fortezza che poi divenne dei Savelli, tra cui Cencio divenuto Papa col nome di Onorio III. Rimasto solitario e suggestivo fino alla fine dell’Ottocento, nel corso del Novecento si è trasformato in un esclusivo quartiere residenziale.